Intervista al Maestro Aldo Bunino
Che cos'è la musica?
E' un modo di comunicare. Comunica i sentimenti. La musica ascoltata mi impegna
per capire che cosa vuol dirmi l'autore. La musica suonata, per esempio in
banda, affratella, accomuna sensazioni che le parole non possono suscitare.
Nella mia vita ha un posto importante. Mi occupa alcune ore quasi tutti i
giorni. La musica suonata per se stesso è una ricerca interiore. Sto
imparando a suonare il violino.
Sei il maestro della "Leone" dal 1980. Vent'anni al prossimo 2000. Quali
aperture vedi per questa nostra banda?
Se l'impegno di una banda è inteso anche come servizio alla gente, e lo
è, se è inteso come un ambiente dove il disagio giovanile si
attenua, si scioglie in un interesse che dà motivazioni, occorre che la
banda si adegui ai tempi in modo intelligente. Ci vuole poco a capire che
ottenere attenzione è più difficile perché fin da piccoli
siamo sollecitati da un'infinità di stimoli che una volta non c'erano.
Perché la banda possa comunicare e attrarre deve arricchirsi di elementi
che coinvolgano non soltanto l'orecchio, ma anche gli occhi. E' importante la
divisa, il modo di presentarsi, l'assetto, lo stile ma anche la scenografia
dello spettacolo, l'invenzione scenica, il movimento, le luci. Deve esprimere
una musica attorniata da altri che oggi, a Giaveno, non sono disponibili.
Dobbiamo però convincerci che il nostro pubblico è abituato dai
media ad avere molto e giustamente pretende molto anche da noi.
Torniamo al laboratorio musicale
Ti faccio un esempio. Se vuoi presentare Chopin non è sufficiente
raccontarne la vita e situare il genere musicale nella storia. E' necessario
che l'approccio passi attraverso alla conoscenza dello strumento, nel caso il
pianoforte, cosicché ci si possa immedesimare nelle possibilità
espressive del pianoforte e quindi nelle difficoltà tecniche.
Si possono avvicinare alla banda soltanto i giovani?
Assolutamente no. Per entrare in banda è sufficiente un serio impegno.
Ci sono strumenti non particolarmente difficili, alla portata di tutti, previa
un'istruzione musicale di base. Penso che quegli anziani che cercassero validi
stimoli per vivere meglio, nella banda li troverebbero.
Tu credi nella Leone?
Certamente. Faccio comunque una banale constatazione. In ogni gruppo c'è
chi "tira" e chi si pone a rimorchio. Ciò vale nel suonare, ma anche
nell'impegno organizzativo, nella fantasia propositiva, nello sporcarsi le
mani. E' sempre così. L'obiettivo ideale è che tutti si sentano
invogliati e in grado di mettere a disposizione le proprie capacità per
il gruppo, in modo che a "tirare" siano sempre più persone.
Il futuro della "Leone"?
E' una serie di desideri. Rinforzare l'organico in tutti i settori, con tutti
gli strumenti. Avere una sede degna, che sia il luogo, la casa per realizzare
un laboratorio musicale. Trovare gli spazi adatti per eseguire dei concerti
più spettacolari nelle sere in cui sia possibile richiamare più
pubblico anche d'inverno.
Candido